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In seguito ad alcuni pellegrinaggi realizzati a Medjugorie,
nel 1984 e '87, in cui i membri della Famiglia poterono
sperimentare la profonda sintonia tra la spiritualità
lì trovata e la loro, attinta dal messaggio
di Fatima, nel 1987 nacque nel cuore di suor Maria
Liliana l'idea di una casa della comunità in
quel luogo straordinario. Ecco come avvenne.
Il progetto della casa fu concepito
da suor Maria Liliana all'inizio dell'anno mariano,
in occasione di un pellegrinaggio realizzato nel maggio,
con l'intenzione di vivere alcuni giorni di ritiro
insieme a don Roberto.
L'impatto con la realtà incontrata, con alcune
evoluzioni negative (costruzioni abusive, bancarelle
ovunque ecc.) fece provare loro il desiderio di rinunciare
al soggiorno programmato. Li trattenne solo il fatto
di aver già acquistato il biglietto di ritorno
in nave. Sorvolando tanti particolari, sia pur estremamente
significativi, circa ciò che precedette "l'evento"
giungiamo all'incontro con padre Jozo a Tihaljna.
Finita di celebrare la S. Messa in croato, alla quale
il nostro piccolo gruppo composto anche da alcuni
responsabili del Rinnovamento arrivò in ritardo,
p. Jozo incominciò a recitare il S. Rosario.
Durante la preghiera giunse un gruppo di italiani,
guidati da una giovane signora che, raccomandato il
silenzio, procedette lungo la navata centrale e inginocchiatasi
accanto a p, Jozo lo salutò discretamente.
Egli rispose al saluto e l'abbracciò fraternamente.
Insisto in questi particolari perché fu proprio
ciò a colpire suor Maria Liliana e che la spinse
poi a rivolgersi a detta guida per realizzare quanto
seguì.
Terminata la Messa p. Jozo preparò l'altare
affinché potessimo celebrare la Messa in italiano.
Nel frattempo M. Liliana raccontò a p. Roberto
che aveva sentito in cuore un forte richiamo da parte
della Madonna a fare anche a Medjugorie un centro
di accoglienza di pellegrini come quello di Fatima.
Nonostante i forti dubbi e la prospettive di ardue
difficoltà per realizzare un simile progetto
in un Paese comunista, p. Roberto non negò
a priori la possibilità che questo "sogno"
potesse realizzarsi. Semplicemente, preparandosi per
la celebrazione, chiese alla Vergine dei segni che
confermassero il Suo desiderio.
Nel frattempo suor Maria Liliana invitò p.
Roberto a chiede a p. Jozo (sempre occupatissimo e
poco disposto agli incontri) una mezz'ora di tempo
per potergli comunicare quanto sentito. Al che p.
Roberto rispose evasivamente temendo un netto rifiuto
da parte di p. Jozo.
Al termine della Messa tutti i pellegrini chiesero
a p. Jozo di pregare su di loro. L'imposizione delle
mani e la preghiera durarono a lungo. Nel frattempo
suor Maria Liliana chiese alla guida che aveva accompagnato
il gruppo, Jadranka (Adriana) di intercedere presso
p. Jozo - che sembrava suo grande amico - per ottenere
il sospirato incontro. Per incoraggiarla le spiegò
anche il motivo, al che Jadranka si illuminò
e confidò che lei pure stava costruendo una
casa con una finalità simile e già immaginò
una collaborazione nelle iniziative. Poi, per dare
concretezza al tutto, si decise un incontro il giorno
dopo, a Medjugorie, sia per visitare la casa di Jadranka,
sia per esaminare un terreno sul retro della stessa
come eventuale luogo per l'erezione della nuova casa.
Finite le benedizioni e gli incontri personali, p.
Jozo concesse ai due lungo tempo, approvò l'idea
e nello stesso tempo propose loro di far venire anche
a Tihaljna una comunità, dove lui stava realizzando
un centro di preghiera e ritiro. Una comunità
al servizio di questa iniziativa sarebbe stata molto
utile. L'idea era affascinante, ma per il momento
non era quella voluta dalla Madonna.
Il giorno seguente l'incontro con Jadranka recò
significative novità:
· la possibilità di acquisire un terreno
migliore di quello ventilato il giorno prima, più
vicino alla chiesa parrocchiale, terreno che lei aveva
sempre desiderato ma che fino ad allora non era in
vendita;
· un incontro con la veggente Marja Pavlovic
per chiederle una conferma e una benedizione della
Madonna. Marja ricevette p. Roberto con molta semplicità
e, dopo aver ascoltato la relazione circa il progetto,
rispose che proprio il giorno prima aveva parla con
un sacerdote circa la necessità di un centro
per giovani e riteneva che la presenza della Famiglia
fosse una risposta immediata ed evidente del Cielo.
La conferma di Marja e molti altri
piccoli ma significativi incontri, tante "coincidenze"
confermarono in maniera evidente che l'intuizione
interiore di suor Maria Liliana era giusta. Si iniziò
pertanto appoggiando la realizzazione del progetto
sulla fiducia CHE FOSSE LA Madonna a volerlo, disposti
a perdere tutto, eventualità tutt'altro che
lontana viste le obiettive difficoltà. Vari
ostacoli si frapponevano: un Paese ateo e quindi contrario
ad ogni iniziativa religiosa; l'incertezza circa la
veridicità delle apparizioni; la difficoltà
di comunicazione a causa della lingua; la mancanza
di fondi e di collaboratori.
La risposta divina fu molto chiara:
· i Paesi dell'est negli ultimi anni hanno
subito un radicale cambiamento sociale, politico e
religioso con aperture inaspettate;
· pur mancando a tutt'oggi una dichiarazione
ufficiale della Chiesa, la presenza sempre più
numerosa di pellegrini, inclusi sacerdoti e vescovi,
induce a pensare a Medjugorje come un fenomeno soprannaturale
inarrestabile non solo a proposito delle manifestazioni
straordinarie quali segni e guarigioni miracolosi,
ma anche in merito alle numerosissime conversioni,
al risveglio della fede, della preghiera e delle vocazioni
sacerdotali e alla vita consacrata;
· le difficoltà di carattere economico
e la necessità di collaboratori trovarono una
soluzione grazie alla disponibilità di tanti
che prestarono il loro contributo e continuano a farlo
per la gestione della casa.
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La finalità della casa "Cuore Immacolato
di Maria" si fonda sui seguenti punti:
- per rispondere alla richiesta di
Maria Vergine che ci vuole alla scuola di preghiera
continua, nella conversione del cuore, nel digiuno-rinuncia
del peccato
- per accogliere coloro i quali sono stati oggetto
dell'amorosa e materna attenzione della Vergine, in
particolare i giovani, per le loro malattie spirituali
e le conseguenti ferite
- per dare uno spazio materiale e spirituale di raccoglimento
e preghiera, necessari a chi desidera comprendere
e aderire alle richieste della Madonna
è sorta la casa "Cuore Immacolato di Maria".
La casa ha lo scopo di accompagnare
gli ospiti lungo l'arco della giornata e del tempo
stabiliti affinché traggano il maggior profitto
nella loro permanenza a Medjugorie. Di conseguenza
gli ospiti si impegnano a seguire un programma d un
orario, nonché lo stile di vita della comunità
che li ospita, in un clima di silenzio e raccoglimento.
La casa accoglie gruppi organizzati
e singoli, seguendo il criterio di favorire quelli
che cercano un ambiente raccolto soprattutto per trovare
luce e forza nel loro cammino spirituale, per crescere
nella fede, nell'amore alla scuola del Vangelo e di
Maria. A tale scopo nella casa si tengono momenti
di preghiera in comune, meditazioni, incontri e quant'altro
possa servire per rendere proficuo il pellegrinaggio.
Naturalmente è promossa la partecipazione alle
funzioni organizzate dalla parrocchia.
Attualmente la casa funziona saltuariamente,
in occasione, di pellegrinaggi organizzati, e nel
periodo estivo, accogliendo quanti ne fanno preventivamente
richiesta presso le sedi della Pia Unione in Italia.
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